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Pinerolo e il suo territorio

Data di aggiornamento di questa pagina: 23/09/2012 16:52

Le mura - 6

Porte e mura della fortezza e la Pinerolo odierna: i bastioni dei Cappuccini e di Schomberg

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Pinerolo, via De Amicis, San Maurizio

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Da sinistra: via De Amicis, la stradina pedonale che percorre il fianco sinistro del colle di San Maurizio e che sbocca in via De Amicis, e il piazzale San Maurizio.

Pinerolo, convento dei frati Cappuccini

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Il convento dei Frati Cappuccini, a sinistra l’ingresso a un hotel. Entrambi sorgono sull’antica proprietà dei frati prima dell’Ottocento.

Pinerolo, via De Amicis, scalinata

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La scalinata, che si incontra a sinistra scendendo lungo via De Amicis, può essere un percorso alternativo per arrivare in prossimità di via Maffei. Ai suoi piedi c’è un monumento: vale la pena leggere la lapide aggiunta dall’amministrazione comunale in occasione del restauro eseguito nel 2004.

Pinerolo, via Giulio Maffei e via De Amicis

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A sinistra c’è l’imbocco di via Maffei, due paracarri ne impediscono l’ingresso ai veicoli. A destra, via De Amicis e la curva dei Cappuccini.

Pinerolo, via Giulio Maffei

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Ancora via Maffei in una foto scattata una mattina di fine agosto alle 9 e 20 circa.

Pinerolo, salita della Breccia, San Domenico

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Veduta sulla salita della Breccia, la scalinata che raggiunge viale Savorgnan d’Osoppo. Il panorama mostra il campanile della chiesa di San Domenico e l’area dove sorgeva il bastione di Schomberg.

Pinerolo, piazza Marconi, San Domenico

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Piazza Marconi e la chiesa di San Domenico; sullo sfondo, la basilica di San Maurizio e il santuario della Madonna delle Grazie.

Pinerolo, via Trieste, Seminario Vescovile

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La rettilinea Via Trieste e il Seminario Vescovile. In fondo si vede la chiesa di San Rocco, sorta dove c’era il bastione di Créquy, e il discusso grattacielo, ultimato nel 1955.

Pinerolo, municipio, portone dell’ex arsenale

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Il secentesco arsenale, ora Municipio, che era compreso nel bastione di Montmorency. L'ingresso del palazzo comunale è su piazza Vittorio Veneto.

Percorso. Si scende direttamente lungo via De Amicis oppure si segue la stradina pedonale che attraversa il pendio a sinistra della basilica (foto 1) e che sbocca in via De Amicis un po' più a valle; subito dopo la curva del convento dei frati Cappuccini e prima dell'incrocio con via della Cittadella, a destra si imbocca una via pedonale — via Giulio Maffei — la si percorre fino a una scalinata a sinistra — la salita della Breccia — dalla quale si scende per raggiungere viale Savorgnan d'Osoppo; si prosegue verso la chiesa di San Domenico, in piazza Marconi, e poi in via Trieste fino all'arsenale, l'attuale Municipio: qui si chiude il viaggio intorno alla fortezza secentesca.

Fortificazioni, lato est

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Dal bastione dei Cappuccini all'Arsenale
Il lato superiore dell'immagine indica il nord.

1. Convento dei Padri Cappuccini; 2. chiesa di San Domenico; 3. (ex) chiesa di San Giuseppe; 4. Seminario Vescovile; 5. chiesa di San Bernardino; 6. ex arsenale, ora palazzo del Comune; 7. santuario del Sacro Cuore (Padri Oblati); 8. teatro Sociale; 9. palazzo del Senato.

Emanuele Filiberto di Savoia

Lasciata la Cittadella, le mura scendevano lungo il fianco est del colle di San Maurizio avvolgendo a est il convento e i terreni dei padri Cappuccini per formare il piccolo bastione dei Cappuccini.
La presenza di questi religiosi in Pinerolo è stata abbastanza travagliata. Sostenuti dal duca wp→Emanuele Filiberto di Savoia e finanziati dalla Città e dai cittadini, nel 1576 incominciarono in quest’area i lavori per la costruzione della chiesa e del convento. I frati vi operarono fino alla scure napoleonica del 1802. Furono di nuovo attivi dal 1816 al 1867. In seguito gli immobili e i terreni furono incamerati dal Comune che li vendette ai privati. Nel 1952 l’ordine ne riacquistò una parte che destinò a convento e chiesa (foto 2)(1). Si veda l’immagine satellitare dell’area del sat→convento dei Cappuccini

Si può seguire da vicino il percorso dei due ordini di mura scendendo lungo via De Amicis fino a raggiungere, subito dopo la curva dei Cappuccini, l’imbocco di via Maffei, una stradina pedonale che aggira a est il suddetto convento (foto 4 e 5) e il cui tracciato segue la sagoma del secentesco bastione dei Cappuccini. La si percorre fino a incontrare, sulla sinistra, una scalinata serpeggiante. Qui è necessario usare la fantasia. Se ci si ferma in cima alla scalinata (foto 6), a destra c’è il campanile della chiesa di San Domenico e alla sua sinistra un lungo edificio, la Casa dell’Anziano, che affianca il tratto iniziale di viale Savorgnan d’Osoppo. Si immagini che l’edificio non esista: ci si troverà di fronte la vasta area del sat→bastione di Schomberg detto anche bastione di San Domenico. Tra il bastione dei Cappuccini e il bastione di Schomberg c'era, fuori dalle mura, la mezzaluna di San Domenico.

Scesa la scalinata, si prosegue verso valle fino a raggiungere piazza Marconi (foto 7) e quel che rimane della chiesa quattrocentesca dedicata a San Domenico. Qui — nei pressi dell’antica porta di San Francesco — nel 1630 è accaduto un fatto che ha segnato per quasi settant’anni la vita di Pinerolo e dei suoi abitanti. Lascio a Teresio Rolando(2) la cronaca di ciò che vi successe.

22 marzo. Dopo aver assaltato e distrutto il castello di Belriguardo (Belvedere, sul poggio di monte Oliveto), [il Cardinale di] Richelieu intima la resa alla città.
I sindaci chiedono tempo fino al giorno successivo, onde poter consultare il Consiglio dei Cento ed il Governatore. Quest’ultimo approva la capitolazione della città e si ritira nella cittadella con settecento armati e vettovaglie per quattro mesi.
23 marzo. I due sindaci e cinque consiglieri sottoscrivono la resa ottenendo la conferma delle franchigie e la libertà del comune. Il governatore, conte di Scalenghe, è personalmente propenso a cedere anche la cittadella senza combattere. Tenta inutilmente di dividere la responsabilità della resa con i suoi ufficiali, i quali sono invece decisi a resistere.
I Francesi riescono ad aprire una breccia nelle mura della cittadella presso l’attuale chiesa di San Domenico (nel luogo chiamato tuttora "la breccia") ed apprestano le mine.
31 marzo. Il conte di Scalenghe, dopo avere ancora sentito i civili della città, si arrende e consegna la cittadella ai Francesi, ritirandosi alla Motta, presso Riva [di Pinerolo].

Ha così inizio la seconda dominazione francese che durerà fino al 1696. Il 14 aprile dello stesso anno 1630 si ha notizia del primo caso di peste in città: è la famigerata peste che colpì il Nord Italia e che il wp→Manzoni descriverà, nella prima metà dell’Ottocento, nei wp→Promessi Sposi.

Per chiudere il cerchio, non rimane che percorrere via Trieste, accompagnati sulla sinistra dal Seminario vescovile (foto 8). Inaugurato nel 1899, attualmente non svolge più la funzione a cui era stato destinato. Al suo posto, nel Seicento, c’erano le mura della fortezza che dal bastione di Schomberg raggiungevano l’arsenale (foto 9) e lo aggiravano formando il bastione di Montmorency, già citato a pag. 1. Tra i due bastioni, la mezzaluna dell'arsenale difendeva le mura esterne. Sembra che l’arsenale fatto costruire da Luigi IV, sat→l’attuale edificio, sia stato costruito su un precedente arsenale databile all’epoca di Richelieu (1630-1642) o addirittura, secondo altre fonti, alla prima occupazione francese (1532-1574)(3).

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Henri de Schomberg

Chi era Schomberg? wp→Henri de Schomberg (anche Schömberg) fu un nobile militare francese (1575-1632); nel 1625 Luigi XIII lo nominò Maresciallo di Francia, e nel 1630, con l’esercito guidato dal Cardinale Richelieu, prese parte alla conquista di Pinerolo.

Henri II de Montmorency

Chi era Montmorency? wp→Henri II de Montmorency nobile militare francese (1595-1632) comandò — e portò alla vittoria — l’esercito francese nella battaglia di Avigliana (1630) contro l’esercito spagnolo guidato da Don Carlo Doria. Per aver sostenuto i progetti di indipendenza della regione della wp→Languedoc, di cui era governatore, nel settembre del 1632 fu catturato da Schomberg, condannato a morte da Richelieu e decapitato a Tolosa il 30 ottobre dello stesso anno.
Per uno strano destino, gli succede nel governatorato della Languedoc Schomberg, colui che l’aveva arrestato, ma un mese dopo anche Schomberg "perde la testa", stroncato da un’apoplessia.

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Cahier de doléances

via Maffei (foto da 4 a 6) è una viuzza suggestiva che tuttavia andrebbe valorizzata. Alcuni suggerimenti: migliorare il fondo stradale eliminando la brutta asfaltatura e sostituendola con qualcosa di più consono alla dignità storica dei luoghi circostanti; migliorare la qualità della vegetazione, ora infestante, che affianca il tratto che va da via De Amicis alla salita della Breccia; curarne con maggiore regolarità la pulizia.

Gli stessi suggerimenti valgono per la salita della Breccia, inoltre il triste arredo urbano (qualche panchina) ne deprime il già avvilente aspetto trascurato.


(1) Cappuccini. Per una disamina storica delle missioni religiose dal Cinquecento al Settecento in Piemonte e in particolare nel Pinerolese, si consulti b→Missioni in terra di frontiera di Chiara Povero alla pag. 63 e segg.

(2) Teresio Rolando, b→Cronistoria di Pinerolo e del suo territorio, 1985.

(3) Corrado Gavinelli Bollettino della Società Storica Pinerolese, anno XXVII (2010), Discussioni, pag. 239.

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