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Pinerolo e il suo territorio

Data di aggiornamento di questa pagina: 17/09/2012 10:55

Le mura - 5

Porte e mura della fortezza e la Pinerolo odierna: la Cittadella

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Viale Gabotto, lapide

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Viale Ferdinando Gabotto, lapide dedicata alla Cittadella e al suo castello (se ne veda il testo più avanti, in questa pagina).

Monumento alla Maschera di Ferro

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Piazzale San Maurizio. Particolare del monumento dedicato alla Cittadella e alla Maschera di Ferro(3) dello scultore Luigi Aghemo(4). La leggendaria vicenda del misterioso ospite si svolge nella seconda metà del Seicento. Molto più incerti sono la data (XVIII secolo?) e il luogo di nascita (Francia?), e i genitori della leggenda. Fra i tanti che hanno contribuito ad alimentarla, spicca il nome di Voltaire(5).

La collina della cittadella

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Veduta sulla collina della Cittadella. La villa che si scorge in cima occupa all'incirca l'angolo in basso a sinistra dell'antico castello.

Piazzale San Maurizio

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Piazzale San Maurizio e gli imbocchi di via Ciochino e di via De Amicis. L'inquadratura comprende l'area occupata dalla mezzaluna con la porta della Cittadella: si osservi anche la mappa (figura 1) di questa pagina.

Viale Tosel

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Un tratto di viale Tosel osservato da chi scende verso il cimitero. A destra, un angolo della collina della Cittadella.

La collina della Cittadella

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La collina della Cittadella. In cima si intravede la villa riprodotta nella foto 3, a destra il campanile di San Maurizio e in basso il cimitero cittadino. Il punto di osservazione è via Priolo (Abbadia Alpina).

Via della Cittadella

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La stradina sterrata che aggira da nord-ovest l'altura su cui sorgevano l'antico castello medievale, allora circondato da mura turrite che comprendevano tutta l'odierna collina di San Maurizio, e le fortificazioni — volute durante le dominazioni francesi della città — che lo avvolsero nei secoli XVI e XVII.

Viale Tosel

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Ancora Viale Tosel. La strada va verso San Maurizio, la collina della Cittadella è alla sinistra di chi sale.

Percorso. Le vie che ci interessano in questa parte della camminata intorno o accanto alle mura del Seicento sono viale Gabotto (foto 1), il piazzale San Maurizio (foto 2, 4), via Ciochino e via della Cittadella; il punto di confluenza di queste ultime due strade è l'inizio di via Costagrande. Nell'elenco inserisco anche viale Tosel (foto 5, 8) che si imbocca da via San Pietro Val Lemina, accanto al cimitero cittadino, e che sale al colle fino a formare l'incrocio con viale Gabotto e via Ortensia di Piossasco. Ecco come descrive l'incrocio Edmondo De Amicis(1):

Sotto il terrazzo passa una stradetta, fiancheggiata da un muricciolo, la quale forcheggia in quel punto: un ramo va giù verso il cimitero, l'altro discende, nascondendosi quasi subito, per il fianco del colle di San Maurizio, fino a Pinerolo. Il bivio forma come una terrazza, da cui si vede la pianura e le montagne.

La Cittadella

figura 1
La Cittadella
Il lato superiore dell'immagine indica il nord.
La sovrapposizione delle antiche strutture (in nero e grigio scuro) alla sat→pianta cittadina attuale (in grigio chiaro, bianco e rosso) non ha la pretesa di essere esatta.
Le vie tratteggiate sono private, ma servono da riferimento per orientarci nella mappa quando percorriamo via Ciochino; altrettanto utili sono le seguenti costruzioni: (numeri neri) 1. villa in cima alla collinetta su cui sorgeva il castello (in grigio scuro), ben visibile dal piazzale San Maurizio (foto 3); 2. edificio in stile di castello medievale; 3. ristorante accanto a villa Clelia; 4. basilica di San Maurizio.
Inoltre sono indicati due ingressi della cittadella: (numeri rossi) 1. porta della città con la strada di accesso che partiva dall'attuale via Principi d'Acaia; 2. porta San Giacomo.

Dal bastione Malicy, le mura si dirigevano verso la collina del castello — alla nostra sinistra se percorriamo viale Gabotto in direzione della basilica di San Maurizio — per formare una complessa struttura (la Cittadella) resa inaccessibile da cinte murarie, camminamenti, fossati, bastioni, mezzelune e quant'altro servisse allo scopo. Del resto, sotto Luigi XIV (il Re Sole), il castello era diventato anche un'importante prigione di stato francese e dunque doveva essere ben protetto.

A partire dal 1696, come ho già detto nella pagina introduttiva, tutte le fortificazioni di Pinerolo furono rase al suolo, a partire proprio dalla Cittadella e dal suo ben più antico castello. E su di essa il lavoro fu eseguito con tale cura che oggigiorno non rimane traccia, o tracce controverse, dell'imponente costruzione militare.

La collina è quasi per intero privata e recintata, e perciò inaccessibile ai più; tuttavia è possibile girarle intorno e con l'aiuto della mappa di figura 1, dell'iconografia dell'epoca (si veda per esempio la figura 4 della pagina introduttiva) e di un po' di fantasia possiamo farci un'idea di come si presentasse ai cittadini di allora quella grandiosa struttura fortificata.

Una lapide (foto 1) fornisce un panorama succinto degli avvenimenti che hanno coinvolto il castello e la fortezza:

Sulla collina qui di fronte s'ergeva nel secolo X
un solitario castello. In esso s'insediava l'anno
1244 il conte Tommaso II di Savoja facendolo ampliare
e munire di sei Torri.
Filippo Primo Principe di Piemonte e d'Acaja destinava
il castello a fortezza difensiva.
Nel 1630 Pinerolo chiave d'Italia era espugnata dal
cardinale di Richelieu generalissimo delle armate
francesi che la cingeva di bastioni e ne faceva una
cittadella di primo rango. La rafforzava più tardi
il ministro Louvois con la perizia dell'ingegnere
marchese di Vauban.
Nel castello destinato a prigione di stato morirono
Gian Giacomo de Barillon presidente al Parlamento di
Parigi prima vittima della fronda e Nicola Fouquet
sovraintendente alle finanze del Re Sole, vi scontò
lunga pena il conte de Lauzun duca di Caumont ardito
soldato e favorito di corte e vi languì sotto
spietata vigilanza il leggendario personaggio della
Maschera di Ferro.
Nel 1696 Luigi XIV restituiva Pinerolo a Vittorio
Amedeo II e imponeva in cambio della cessione
l'abbattimento della fortezza.
Le mura possenti scomparivano nel tuonar delle mine.

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Intorno a un sogno

Una passeggiata attorno alla Cittadella

Nel luogo in cui si incrociano via Costagrande e strada San Pietro al Ponte, dietro alla cabina ACEA(2) e al piccolo spazio con panchine e fontanella, c'è una stradina sterrata (foto 7), poco praticabile, che scende al piano percorrendo il fianco nord-ovest della collina, prosegue dietro al cimitero e raggiunge infine viale Tosel chiudendo così un percorso circolare intorno all'altura su cui sorgeva l'antica Cittadella.

Il sogno

La sogno selciata, ben illuminata e protetta dai vandalismi, dotata di alcuni accoglienti punti di sosta e di pannelli ben integrati nel paesaggio che, senza retorica e in modo più esteso del semplice riassunto inciso su una lapide, illustrino — anche graficamente — l'evoluzione della collina a partire dall'antico castello medievale fino alla secentesca cittadella fortificata, gli avvenimenti storici che sono stati il motore delle sue trasformazioni e i personaggi che — nel bene e nel male, autentici o leggendari — vi sono transitati o vi hanno soggiornato, talvolta loro malgrado. In sogno mi pare di camminare in un libro illustrato.

Il sogno ora si fa utopia.
Le pagine del libro diventano tutte le strade che circondano la collina: Viale Tosel, viale Gabotto, piazzale San Maurizio, via Ciochino, via Cittadella e la suddetta stradina che chiude il cerchio, e ciascuna paginavìa racconta un capitolo della nostra storia. E il libro a poco a poco si estende e altre paginevia illustrano nuovi percorsi storici...

Cahier de doléances

Nemmeno una delle vie che salgono al colle di San Maurizio è dotata di marciapiede e soltanto una è a senso unico — via Principi d'Acaia.

Provate per esempio a percorrere a piedi, in un'ora di punta, il tratto di viale Gabotto che fiancheggia Villa "La Graziosa", ma siate prudenti. Ora il transito della via è regolato da semaforo, ma il marciapiede è soltanto "disegnato" quindi il più delle volte è ignorato dagli automobilisti ed è destinato a svanire nel tempo. Idea buona, mal realizzata.

Uno dei grossi problemi di Pinerolo è che manca del tutto una politica organica che si occupi — con serietà, lungimiranza ed equilibrio — di tutti coloro che si spostano in città con l'auto, con la bicicletta, a piedi o — perché no — con una biga elettrica.

Se si vuole che Pinerolo sia una città turistica di charme, basata su un turismo di qualità, occorre dare una svolta alla politica del traffico, curare la città non sottovalutandone i dettagli.


(1) Edmondo De Amicis, Alle porte d'Italia, Piemonte in Bancarella - Torino, 2003, pag. 301.
De Amicis è sul terrazzo del finto castello e osserva viale Gabotto che si biforca, proprio sotto di lui, in viale Tosel — che scende verso il cimitero — e in via Ortensia di Piossasco che, a sinistra, scende in città.

(2) ACEA, ex→ACEA Pinerolese.

(3) Maschera di Ferro. Un'analisi approfondita del personaggio la si trova nel libro di Mauro Maria Perrot, b→La Maschera di Ferro.

(4) Luigi Aghemo. Scultore e cesellatore torinese (Torino, 20 dicembre 1884 - Pinerolo, 19 settembre 1976), nostro concittadino a partire dal 1952. Ha dedicato molte opere alla nostra città. Certamente questo sito ospiterà appena possibile una biografia a lui dedicata.

(5) Voltaire, pseudonimo di François-Marie Arouet (Parigi, 21 novembre 1694 – Parigi, 30 maggio 1778). Si veda su Wikipedia la wp→voce a lui dedicata.

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