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Pinerolo e il suo territorio

Data di aggiornamento di questa pagina: 17/09/2012 10:55

Le mura - 3

Porte e mura della fortezza e la Pinerolo odierna: il bastione di Richelieu e la Porta di Francia

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Giardini De Amicis

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I giardini De Amicis. Questa bella area verde era occupata dal bastione di Richelieu e dalla sua polveriera. La fotografia guarda verso via dei Mille lungo cui probabilmente correvano rettilinee le mura del terzo lato del bastione, fino alla porta di Francia e oltre.

Piazza Santa Croce

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Piazza Santa Croce. La chiesa — da cui la piazza prende il nome — nel XVII secolo non esisteva ancora; la zona, appena fuori dalle mura medievali, era chiamata Chichetto e su di essa si apriva la porta Nagrisa, sostituita più tardi, durante le dominazioni francesi, dalla porta di Francia.

Via Ortensia di Piossasco

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Un tratto di via Ortensia di Piossasco. Nasce, così come la vediamo oggi, a partire dal 1710 sulle macerie e i fossi rimasti dopo l'abbattimento della cinta fortificata(2). Allo stesso periodo risalgono le mura del convento della Visitazione — in precedenza più arretrate — e il portone d'ingresso (l'ingresso principale è in via Longo).

Via Ortensia di Piossasco

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Via Ortensia di Piossasco. A causa del ripido pendio, fu necessario poggiarla su grandi arcate che si intravedono in questa fotografia.

Percorso. Si segue il viale Cavalieri di Vittorio Veneto fino a via dei Mille; raggiunta piazza Santa Croce, ci si inoltra nel centro storico lungo l'acciottolato di via Ortensia di Piossasco.

Bastione Richelieu e Porta di Francia

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Il bastione di Richelieu e la Porta di Francia
Il lato superiore dell'immagine indica il nord.
1. tempio Valdese; 2. chiesa di Santa Croce; 3. convento della Visitazione; 4. chiesa della Visitazione; 5. palazzo del Senato; 6. chiesa di Sant'Agostino.

Superato l'odierno parco giochi, le mura piegavano verso sud per un breve tratto e poi si sagomavano per formare il bastione di Richelieu occupando la parte non recintata degli attuali giardini De Amicis. Sul terrapieno del bastione si trovava le magasin à poudre, cioè la polveriera.

Le mura proseguivano verso nord lasciando un varco — di fronte all'odierna via Trento, in piazza Santa Croce — che consentiva l'uscita dalla città passando per la mezzaluna: era la porta di Francia.
Molte erano le porte che si aprivano nelle mura medievali, ma per ragioni di sicurezza i Francesi ne mantennero soltanto due: la porta di Torino a est e la suddetta porta di Francia a ovest.

Di qui in poi le mura si sviluppavano seguendo all'incirca l'attuale via Ortensia di Piossasco, verso il bastione de La Cour (nella cartina della prossima pagina). Il ripido pendio sottostante è disseminato di abitazioni che ne occupano ogni gradone possibile ripopolando l'antico borgo detto del Chichetto, fuori dalle mura medievali, distrutto per fare spazio alla fortezza francese.

Il panorama che si gode percorrendo il selciato di ciottoli nel segmento che costeggia le mura del convento della Visitazione è davvero notevole: le Alpi Cozie con la loro cima più alta, il Monviso; l'imbocco della val Chisone e, più lontano, della val Pellice; e poi la pianura da cui si leva la Rocca di Cavour(1) — la romana Caburrum.

Osservate le immagini satellitari del sat→bastione di Richelieu e della sat→porta di Francia.

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Cahier de doléances

La bella area verde di foto 1, ossia la parte non recintata dei giardini De Amicis, avrebbe bisogno di un bel restyling.

La recinzione di via Ortensia di Piossasco (foto 3 e 4) è un po' bruttina e, per un lungo tratto, arrugginita. Inoltre le maglie troppo strette impediscono di fare buone fotografie al panorama. Se si vogliono coccolare i turisti, ma anche i comuni cittadini pinerolesi, i dettagli sono importanti.


(1) Cavour. wp→Comune in provincia di Torino nel territorio definito Pinerolese. Si veda anche il ex→sito del Comune.

(2) Via Ortensia di Piossasco. Marco Calliero, Dentro le mura, Alzani (2002), pag. 157.

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