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Pinerolo e il suo territorio

Data di aggiornamento di questa pagina: 17/09/2012 10:55

Le mura - 2

Porte e mura della fortezza e la Pinerolo odierna: il bastione di Villeroy

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Piazza Cavour

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Piazza Cavour e corso Torino. Partendo dal bastione di Créquy, le mura tagliavano longitudinalmente l'area qui fotografata, seguendo più o meno il percorso degli alberi in direzione dell'osservatore, e piegavano a sud (verso destra nella foto) all'altezza dell'incrocio in primo piano. La foto è scattata in prossimità dell'incrocio tra corso Torino, via Saluzzo, via Lequio e via Duca degli Abruzzi.

Piazza Terzo Alpini

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Piazza Terzo Alpini. Occupata quasi per intero dal bastione di Villeroy, da dopo il 1680(1) fino al 1960 ospitò parte dell'Hôtel di Cavalleria. L'immagine sovrapposta mostra ciò che rimane della caserma: il timpano del portale d'ingresso Lo si può vedere esposto sul lato est della piazza.
La foto è stata scattata dall'imbocco di viale Cavalieri di Vittorio Veneto.

Viale Cavalieri di Vittorio Veneto

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L'imbocco di viale Cavalieri di Vittorio Veneto. Le mura correvano fino al bastione di Richelieu lungo lo spazio occupato ora da questo tratto del viale.

Parco giochi De Amicis

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L'attuale parco giochi, l'area recintata nel complesso dei giardini De Amicis, poteva essere, nel XVII secolo, una parte del fossato tra le mura e la mezzaluna costruita tra i bastioni di Villeroy e di Richelieu.

Percorso. Il viaggio prosegue verso ovest percorrendo tutto il lato sud del centro storico dalla chiesa di San Rocco ai giardini De Amicis, attraverso una delle zone più trafficate della città dove convergono le strade dal torinese, dal cuneese e dalle valli pinerolesi.

Porta di Torino

figura 1
Il bastione di Villeroy
dal bastione di Créquy al bastione di Richelieu

Il lato sinistro dell'immagine indica il nord.
1. chiesa di San Rocco; 2. cattedrale di San Donato (duomo); 3. chiesa di Sant'Agostino; 4. chiesa di Santa Croce.

Dal bastione di Créquy le mura piegavano verso ovest seguendo il perimetro cittadino (figura 1), un po' più avanzate e ben più imponenti rispetto alle antiche mura medievali. La linea spezzata virtuale che delimita a sud le case del centro storico non è cambiata molto dal XV secolo a oggi e rappresenta dunque un buon riferimento per ridisegnare la cinta secentesca fino al bastione di Richelieu — appena accennato in figura 1 in basso.
Nel primo tratto, dopo il bastione di Créquy, possiamo immaginare le mura attraversare, nel senso della lunghezza, tutta l'area che comprende piazza Cavour e corso Torino, tra i portici e gli edifici del centro storico, fino a via Saluzzo e via Duca degli Abruzzi (foto 1) e, da questo punto in poi, modellarsi per formare i quattro lati del bastione di Villeroy (si veda sat→l'immagine satellitare).

Tra i due bastioni, com'era in uso nell'architettura militare dell'epoca, c'era il rivellino (o mezzaluna). Se a esso aggiungiamo il fossato, il camminamento e gli spalti, vediamo che la superficie coinvolta andava ben oltre l'attuale via Buniva. In definitiva, se consideriamo tutto il tratto tra i bastioni Villeroy e Richelieu, possiamo ipotizzare che gli elementi più esterni raggiungessero e superassero la linea formata dalle vie Buniva e Montegrappa.

Sul bastione Villeroy il plurititolato architetto francese Sébastien Le Prestre de Vauban volle che fosse costruita una caserma per la cavalleria e la ideò di forma pentagonale, con quattro lati paralleli alle mura del bastione e il quinto, prolungato rispetto alla figura geometrica, parallelo agli edifici retrostanti. La superficie coinvolta comprende le attuali via Lequio, con l'annesso parcheggio, e piazza Terzo Alpini (foto 2). Ora l'Hôtel di Cavalleria non esiste più, è stato demolito (!) nel 1960, ma costituisce comunque un ottimo punto di riferimento visto che se ne conosce con precisione la collocazione attraverso numerose fotografie anche aeree. Ne troverete alcune nelle gallerie fotografiche della sezione ex→Pinerolo com'era del sito del ex→Comune di Pinerolo.

Infine si può situare l'ultimo tratto di mura lungo il viale Cavalieri di Vittorio Veneto (foto 3), all'incirca parallelamente a via Lequio, e immaginare la mole del bastione di Richelieu, dotato di polveriera, occupare l'area del giardino De Amicis, di fronte al Tempio Valdese, e gli adiacenti tratti delle vie Diaz e dei Mille (si veda la pagina successiva). Se i bambini che oggi corrono e si divertono nel parco giochi recintato (foto 4) venissero trasportati improvvisamente nel passato, diciamo nei giorni successivi al 17 agosto del 1690, si troverebbero probabilmente nel fossato, tra le mura e la mezzaluna, in una Pinerolo francese affollata di prigionieri e di feriti reduci dalla battaglia di Staffarda sostenuta (e vinta) dal Catinat contro l'esercito di Vittorio Amedeo II.

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Nicolas de Neufville de Villeroy

Chi era Villeroy? wp→Nicolas de Neufville, Marchese poi Duca de Villeroy (1598-1685), maréchal de camp, fu governatore a Pinerolo e a Casale Monferrato tra il 1631 e il 1635. Nel 1646 ricevette la nomina a Maresciallo di Francia.


(1) 1680, Corrado Gavinelli, Bollettino della Società Storica Pinerolese, XXVII (2010), Discussioni, pagg. 239-240.

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